Moscardini affogati #purptiellaffugat

I moscardini affogati sono un piatto molto gustoso, semplice e veloce da preparare.
Semplici polipetti, lasciati cuocere nel sugo di pomodoro.
Il gusto dei moscardini è molto leggero e saporito e il loro sapore viene esaltato dalla salsa leggermente piccante e profumata al prezzemolo.
Sono dei cefalopodi simili a piccoli polpi ma si distinguono da quest’ultimi perché hanno la testa più piccola rispetto al corpo e una sola fila di ventose lungo i tentacoli.
Piatto tipico Napoletano “Purptiell affugat” preparato tutto l’anno, ma in particolar modo per le feste di Natale.
Pochissimi ingredienti e una cottura che deve essere fatta prima a fuoco lentissimo e poi ultimata in pentola ancora calda a fuoco spento cosi da permettere ai moscardini di affogare nel sugo in modo lento e graduale.
E’ importante per una buona riuscita del piatto che acquistiate dei moscardini tutti dello stesso peso in modo tale che cuociano tutti in maniera uniforme, i moscardini durante la cottura si restringeranno circa della metà, il peso ideale è di 150 g ciascuno.

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Pane senza impasto con farina di grani antichi #ceraunavoltalacucina

La terza puntata della mia rubrica #ceraunavoltalacucina è andata in onda Sabato 28 Gennaio, alle ore 11.00, all’interno del programma radiofonico #sfornellirene, su www.whiteradio.it.
Se vi siete persi la puntata tranquilli, potete riascoltare il PODCAST.

Vi ho raccontato degli Anni 40 e della Seconda Guerra Mondiale, l’ho fatto attraverso gli occhi di un bambino che nel 1940 aveva appena 8 anni e attraverso gli occhi di molte donne che in quel decennio hanno dato un contributo tangibile alla lotta di liberazione.
Vi ho parlato delle tessere annonarie dette anche “tessere delle fame” e di un pane nero scadente che la popolazione era costretta a mangiare durante gli anni della guerra.
Da tutte queste voci, ho percepito la forte impronta che questo decennio ha lasciato loro e penso che facendo tesoro di queste testimonianze, si potrebbe valutare oggi la vita in un altro modo, più semplice, avvicinandosi di più a quei valori di una volta che questa era consumistica ha purtroppo soffocato.
E anche se potrò sembravi fuori luogo, continuerò a parlarvi di quei piatti che a me piacciono, piatti che raccontano una storia, che sono poveri ma belli, che quando li mangi ti accorgi che in fondo potresti fare a meno di tante cose, che per sorridere ti bastano acqua, sale e farina.
Ecco perché il cibo che ha caratterizzato per me gli anni 40 è stato il … pane!

Di seguito vi propongo una delle mie ricette preferite del “Pane senza impasto”, una ricetta magica che vi permetterà di avere in casa del pane buono come quello cotto nel forno a legna, con pochi gesti e senza alcuna difficoltà.
Per cuocere il pane ho utilizzato la mia pentola in ghisa Le creuset, ma voi potete utilizzare una pentola qualsiasi, la cosa importante è che abbia dei pomelli adatti alla cottura nel forno.

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Crema di nocciole #aspettandosanvalentino

Finalmente è arrivato Febbraio mese dell’amore, da moltissimi anni il 14 Febbraio è diventato l’appuntamento per tutti gli innamorati.
Il Santo del giorno, Valentino da Terni, è conosciuto come il patrono di coloro che si amano e in tal giorno rinnovano e festeggiano la gioia di questo scambio amoroso.
E mentre cupido è impegnato a lanciare frecce per colpire i cuori, gli amanti della cucina sono intenti a preparare manicaretti a base di cioccolato.
Salvador Dalì sosteneva che: “L’amore perfetto nasce in cucina”, il cibo è afrodisiaco, è sensuale e chi meglio del cioccolato e del cacao, poteva racchiudere questa espressione.
Il cioccolato favorisce la produzione di endorfina che stimola le sensazioni di piacere e attenua quelle di dolore.
Inoltre la cioccolata favorisce la produzione di serotonina che ha un azione tranquillizzante.
Altra sostanza contenuta nel cioccolato è la feniletilamina, sostanza che produce naturalmente anche il nostro cervello in associazione a sentimenti di desiderio fisico e persino d’amore.
La sua attività avrebbe come principale effetto il rilascio di dopamina, neurotrasmettitore legato alle sensazioni di piacere che soddisfano stimoli come fame, sete e pulsione erotica.
Per concludere, il cioccolato contiene anche caffeina, sostanza stimolante.
Ecco perché ho deciso di preparare questa crema di nocciole aspettando San Valentino e di dedicarla, a quell’uomo che ama il caffè molto dolce perché sostiene che la vita è già fin troppo amara e che conclude le sue cene con un cucchiaio di “Nutella”.
A lui che un giorno ha assaggiato questa crema accompagnata da delle fragole e al quale penso ogni volta che la preparo, chiedendomi se anche lui pensa a me, quando la sera mangia la cioccolata.

La crema di nocciole è una deliziosa e facile crema spalmabile che potrete utilizzare come più vi aggrada. Continue reading “Crema di nocciole #aspettandosanvalentino”

Salsa verde

Il prezzemolo è un erba che va su tutto, sta bene in ogni dove ed è uno degli odori principe nella nostra cucina dove si usano solo le foglie che vanno tolte dal gambo e usate intere o tritate.
Tranne nel tiramisù il prezzemolo va con tutto.
Scherzi a parte, il prezzemolo sta bene con le verdure come i carciofi, le melanzane e le patate; con il pesce come l’orata, il tonno o le seppie; il bagnetto verde (bagnèt verd), la salsa verde da usare con i bolliti alla piemontese è a base di prezzemolo.
Potete anche usarlo sulla carne cruda, come il carpaccio per profumarlo o anche sulla tagliata.
Gli spaghetti con i frutti di mare hanno il giusto tocco se li servite con un pizzico di prezzemolo fresco tritato.
Insomma … mai senza prezzemolo!

Questa sera a casa mia si usa per preparare la: SALSA VERDE che utilizzeremo per accompagnare delle uova sode e del bollito.
Salsa tipica piemontese dove il prezzemolo fa da protagonista.

 

 

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Audrey mia madre #unlibroalmese

Ho sempre adorato Audrey Hepburn, chi non lo ha fatto amando il suo stile a metà strada tra malizia e innocenza, immagine eterea ed elegante di eterna ragazzina.
Folte sopracciglia ad ali di gabbiano, fisico filiforme, occhi da cerbiatto messi in risalto da un rigo di eyeliner e un po di mascara.
Il suo stile, classico e intramontabile è di ispirazione ancora oggi.
Per tutti noi Audrey Hepburn, si cela dietro l’immagine collettiva di un tubino nero e di un paio di grandi occhiali da sole.
Attrice, icona di stile e ambasciatrice UNICEF.
Questo libro porta alla luce la vera Audrey, descritta dal figlio Luca Dotti, nell’unico ruolo che aveva veramente scelto per se stessa: quello di mamma.
Una mamma cuoca, giardiniera, golosa, curiosa, riservata e affettuosa, tanto esile quanto forte, amante della cucina, dell’orto, dei cani e di quelle piccole cose che alla fine si rivelano le più importanti.
” Ecco, questa è la mia casa, io sono così, non aspettatevi che sia diversa”.
Pagina dopo pagina, l’immagine impressa sulle locandine perde i contorni a vantaggio di una donna concreta, dalle origini contadine, consapevole che nutrire equivale a creare ricordi attraverso il cibo, saldare legami, stabilire appartenenze.
Un libro/ricettario se cosi lo possiamo chiamare, con 250 foto private, innumerevoli aneddoti, e sopratutto 70 ricette di famiglia provenienti dal quaderno che Audrey utilizzava per raccogliere i piatti che più amava.
Saranno proprio queste ricette il filo conduttore per ricostruire la vita dell’attrice, ritraendola nella sua veste privata e inedita.
Come ci racconta il figlio stesso, il libro nasce dalla sua esigenza di raccontare ai propri figli chi si celava dietro quel tubino nero, chi fosse veramente la loro nonna: “perché per raccontare la vera Audrey le immagini domestiche non sono meno importanti delle foto inpeccabili in bianco e nero che la ritraggono, e che le note a margine delle sue ricette preferite contano tanto quanto le annotazioni sui suoi copioni”.

Credo che questo libro sia la più bella, umana e fedele biografia di Audrey Hepburn.

E’ l’essenza stessa della differenza tra “preparare da mangiare” e “cucinare”.
“Cucinare è un lessico familiare da tramandare, intrecciato con cura tra ricette scritte a mano su quaderni macchiati, case che odorano di torte appena sfornate, di menù sempre uguali nelle date comandate, piatti preferiti che consolano e dei quali si avverte la mancanza”.

A  24 anni dalla sua scomparsa, Luca Dotti raccontando sua madre, ci ha regalato un immagine bellissima, di una donna che ancora oggi manca, dandoci modo di farcela sentire vicinissima.
“Non ho mai conosciuto Audrey Hapburn” questo l’attacco del libro, per Dotti l’unica donna che ha conosciuto è stata sua madre.

Da bambini si cerca sempre la mamma.
Quello che si scopre crescendo è che non solo non si smetta mai di cercarla, ma quasi sempre si finisce per trovarla esattamente nello stesso posto in cui si correva da piccoli: la cucina”.

Se la mia recensione vi ha incuriositi potete acquistare il libro nella vostra libreria di fiducia oppure online con il 15% di sconto.

Buona lettura 
Coralba